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venerdì 24 agosto 2012

24 Agosto 2012. Un pranzo presso Cine de Chef

Curiosando in internet ieri sera, poco prima di coricarmi, ho trovato un ristorante italiano nella zona di Apgujeong particolare: infatti, e' collegato direttamente ad un cinema della CGV.
Quindi, è possibile mangiare, per poi, in pochi passi, ritrovarsi all'interno di un'ultra moderna sala cinematografica, e vedere l'ultimo film di gran successo.

Nel mio caso, mangerò senza vedere film.

Il direttore della cucina è un ex collaboratore dell'hotel Grand Park Hyatt, dove sono stato già tante volte, parlandone, in modo diffuso, in passato su questo Blog.
L'ingresso del "Cine de chef" si trova in una viuzza stretta; fortunatamente è attivo il valet parking, i cui addetti velocemente ritirano il mezzo, consegnandomi il ticket per il ritiro.

Entrando, l'indicazione per il ristorante m'invita a scendere cinque piani sottoterra! Un po' particolare!

L'ascensore è immediatamente disponibile.
Appena arrivo al piano indicato, vedo un desk sulla destra, dove lavorano due ragazze, una delle quali mi viene incontro, vedendomi arrivare e mi conduce direttamente nella sala, che si trova alla mia sinistra.

Noto che la cucina è a vista: al di là del bancone operano cinque giovanissimi cuochi.

La cucina a vista
Più avanti la bella cantina con tantissime bottiglie di vino in bella mostra e poi l'ampia ed elegante sala.

Il tipo di cucina (lo scoprirò più tardi) non è genuinamente "italiano", ma fusion, forse per accontentare alcuni palati orientali, che potrebbero trovare la nostra cucina troppo diversa da quella, cui sono abituati.
Una cameriera m'introduce al tavolo e, contestualmente, mi consegna il Menù.
Potrò scegliere tre piatti: inizierò con un antipasto, poi pasta o carne ed infine il dolce.
Mentre leggo il Menù, la cameriera ha girato i tacchi, allontanandosi.

Ad un piccolo cenno della mia mano, con il più bel sorriso del mondo, si avvicina, per annotare diligentemente le ordinazioni.
Siccome tra gli antipasti, c'è un piatto, la cui materia prima è la mozzarella di bufala, senza alcuna esitazione lo scelgo.
La pasta proprio non mi va quest'oggi, meglio della carne: c'è poi la qualità Wagyu dell'Australia, la carne più tenera del mondo e, per finire, il tiramisù.

La ragazza, presa l'ordinazione, si allontana, non senza aver ritirato dalle mie mani il Menù.

I cinque giovanissimi cuochi, intanto, preparano i piatti ed è davvero interessante vederli all'opera. Difficilmente chi lavora in cucina, qui a Seoul, va oltre una certa età: davvero molto giovani i lavoranti e (devo ammettere) la maggior parte delle volte non deludono il cliente.

Arriva, finalmente, il primo piatto. La mozzarella di bufala è accompagnata con zucchine, peperoni, funghi ed aceto balsamico invecchiato di 8 anni. Bravi ragazzi! Complimenti davvero: l'inizio è davvero ben augurante. Il tutto è portato su un piatto ovale, molto originale.


Mozzarella di bufala, zucchine, peperoni e funghi
Segue poi il piatto di carne: bistecca della qualità Wagyu accompagnata con delle patate e verdure miste, cotta medium!

La carne della qualità Waygu
Il tiramisù finale è davvero squisito come il caffè, che chiude quest'altra puntata de...Un italiano in Corea!

Io nel ristorante Cine de Chef

giovedì 23 agosto 2012

23 Agosto 2012. “Walking on the cloud”

E’ stata davvero una bellissima “passeggiata tra le nuvole”: un ristorante francese, che si trova al cinquantanovesimo piano del grattacielo 63 Building!

Il 63 Building, sembra un gianduiotto!
Un’altra grande emozione per chi, come me, non è abituato a certe quote!
All’interno del grattacielo è possibile visitare un Acquario, c’è anche una bellissima Galleria d’Arte, non può mancare il cinema in 3D, un teatro nel quale si tiene una regolare stagione di teatro e sono rappresentati anche dei Musical ed infine un Museo delle Cere.

Nei prossimi giorni, credo che visiterò un po’ meglio le altre sezioni, per oggi mi sono soffermato ad analizzare la splendida cucina francese del ristorante.
Intanto, è stato molto difficile trovare l’ascensore, che ti conduce al cinquantanovesimo piano; infatti, dopo aver parcheggiato, ho usato il primo ascensore, che avevo trovato vicino al posteggio, ma arrivava al quarto piano.
 Ho pensato, molto drammaticamente:

“E adesso, gli altri 55 piani che li faccio a piedi? Sarò costretto ad affittare una gru!!”.

Poi, ho trovato la solita signorina molto gentile, che mi ha indicato l’unico ascensore, che reca i clienti al cinquantanovesimo piano.
L'ascensore, che ti conduce al 59° piano.
Preventivamente si prega di indossare la
tuta da astronauta!

Prima di entrarvi, sono stato costretto ad indossare la divisa da astronauta…e si!
E’ partito a razzo, questo benedetto ascensore, sembrava lo Shuttle e ho creduto, per un attimo, di emulare Neil Armstrong e ripetere, come lui: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”.
Invece, fortunatamente, l’ascensore verso il cinquantesimo piano ha iniziato a rallentare e finalmente sono arrivato. Tolta la tuta da astronauta, ho trovato l’ingresso del ristorante alla mia destra.
Una cortese signorina, mi è venuta incontro, lasciando, per un attimo, il suo abituale posto dietro una scrivania e mi ha consegnato nelle mani del gentilissimo Maestro di sala, che mi hai introdotto nel ristorante. Mi è dispiaciuto questo cambio: avrei preferito essere accompagnato dalla gentile signorina, ma le regole non possono essere infrante!
La sala è molto grande e spaziosa, trasparente da un lato, per permettere una visuale straordinaria; è possibile, infatti, vedere i confini di Seul, segnati da una catena di montagne ininterrotta.
L'ingresso del ristorante


La vista dal cinquantanovesimo piano del 63 Building


Ho notato sul lato destro una bellissima cantina, contenente anche vini del nostro Belpaese (dall’Amarone della Valpolicella, al Chianti Classico Ruffino, il Sassicaia, Brunello di Montalcino e l’immancabile Prosecco!) e superalcolici. Il Maestro di sala, essendosi accorto che osservavo, con un certo interesse, la cantina, mi ha informato che dalle 22 è possibile consumare del “vino da meditazione” (ci penserò).
Il tavolo ovviamente è proprio a ridosso della vetrata.
Osservo dall’alto, lo scorrere della vita: alla mia destra, alcuni condomini divisi da spicchi di verde e, verso la montagna un campo di calcio: vedo dei puntini, che si muovono.
Ma si!! Sono dei giocatori, forse emuli di Park Ji Sun!
Il fiume Han è molto largo, in questa parte di Seul, scorre tranquillo, placido, dividendo in due Seul; tanti ponti, percorsi da automobili in fila, si muovono da una parte all’altra. Volgendo lo sguardo nella direzione opposta, non cambia molto il panorama: tanti grattacieli, condomini, non molto verde e poi lontane, solitarie, le montagne.
Mi ero talmente distratto che avevo lasciato il Maestro di sala in piedi, vicino al mio tavolo con il menù in mano. Chiedo immediatamente scusa per la bruttissima figura, egli mi risponde che è abituato ormai: quando un cliente è ospite, per la prima volta, rimane incantato da un panorama straordinariamente bello che si dimentica del Maestro di Sala.
Poi una piccola confidenza: anche egli lavora da molti anni, in questo ristorante, eppure ancora non è abituato allo spettacolo, che va in scena ogni giorno davanti ai suoi occhi.
Mi consegna, finalmente, il Menù e si allontana, dopo avermi rassicurato di scegliere senza premura alcuna il Set.
Il Menù non è il solito bel libro, con una bella copertina; no, no il Menù si trova all’interno di un Ipad: bella innovazione!
Lo vedo allontanarsi, il passo deciso, elegante; avrà una cinquantina d’anni davvero ben portati.
Mi convince il menù “Debora”, che, se non ricordo male, cantava, qualche anno fa, Fausto Leali.

Il Maestro di Sala torna poco dopo, per annotare l’ordinazione.

Una gentile cameriera porta un piatto più lungo che largo, contenente del pane, ancora caldo ed un piccolo contenitore con dell’olio ed aceto.
Quindi inizia il trionfo di belle emozioni culinarie.

Antipasto di foie gras (delizioso!).
Foie gras.
Un piatto davvero speciale: delle lumache alle erbe con burro ed aglio.

Lumache alle erbe con burro ed aglio
I componenti erano così ben amalgamati che non si avvertivano la presenza dell’uno o dell’altro; le lumache, poi, sono davvero speciali!

Una leggera zuppa di aragosta dal colore tenue e vellutato, davvero un sapore delicatissimo.
Zuppa di aragosta
Della carne di maiale ha introdotto un nuovo gusto decisamente più acceso e forte.
Maiale con salsa

Siamo ripassati al mare con una aragosta accompagnata con funghi, carne morbida ed estremamente tenera.
Aragosta

Un piccolo assaggio dell’immancabile formaggio francese ed il dessert finale, seguito dal caffè.
Formaggi

Dessert


22 Agosto 2012. Pranzo al ristorante cinese "Palsun" dell'Hotel Shilla


Quest'oggi ho pranzato al ristorante cinese Palsun all'interno dell'Hotel Shilla.

L'ingresso

Si trova al secondo piano dell'albergo di fronte al ristorante giapponese.
All'ingresso due cortesi cameriere mi hanno ricevuto ed una delle due mi ha accompagnato al tavolo, precedentemente prenotato.
In sua compagnia, ho percorso un lungo corridoio, terminante in una sala dove, alla destra del fine vasellame fa bella mostra, mentre di fronte una splendida libreria, contenente non dei libri, ma delle preziose bottigile di vono.
La sala, non grande, è alla destra della "libreria del vino".
Colori soffici, morbidi, pastosi ed un design originale, raffinato, estremamente elegante. Mentre la parte sinistra e centrale della sala è occupata da tavoli con sedie, il mio tavolo è nell'ala destra, laddove, al posto delle sedie, dei soffici divani fanno la loro piacevole comparsa.

Giovani camerieri incravattati ed altrettanto giovani cameriere si alternano nel servizio, accompagnate dall'immancabile sorriso, che caratterizza precipuamente questa terra d'Oriente.
Il menù è in quattro lingue: coreano, cinese, giapponese e (fortunatamente) inglese. Mentre inizio a leggere cosa contiene il Menu, un cameriere si presenta con una fine brocca bianca, contenente del the, che mi versa nel bicchiere, che ho trovato alla destra del piatto.
L'immancabile the.

La scelta è vastissima, considerato che, qualche volta, mangio nei ristoranti cinesi, che si trovano a Roma...beh!
Qui, l'atmosfera è decisamente diversa!
Non che a Roma si mangi male, tutt'altro! (a me piace la cucina cinese, oltretutto).
Alla fine, preso tra mille dubbi, scelgo un set menu. Rifiuto cortesemente l'acqua, bevendo esclusivamente the, che è davvero squisito.
Una giovane e piacente cameriera reca su un vassoio tre piccoli piatti rotondi e li depone sul tavolo, davanti al mio piatto: cetriolo condito, frutta secca e miolci (un pesce, tipo i nostri lattarini, coreano).

Piatti con cetriolo condito, miolci e frutta secca
Oggi, il ristorante non è totalmente occupato; in un tavolo, siedono, in modo davvero composto, tre bambini, accompagnate dalle mamme, che stanno mangiando senza profferir parola.
Poco più in là, tre signori di una certa età, estremamente eleganti, consumano il pranzo in giacca: etichetta?
 Infine quattro trentenni entrano proprio in questo istante, accompagnati dalle cameriere, che si trovano all'ingresso. Potrebbero essere due coppie di coetanei; il loro abbigliamento è casual, le signorine, però, non rinunciano ad un tocco di classe, recando borse di altissima boutique.
Il tempo di dare un'occhiata alla sala ed arriva il primo piatto: capesante fredde e medusa in salsa d'aceto.
Le capesante si trovano nel piatto,
mentre la medusa nel bicchierino a destra

E' la prima volta che mangio delle meduse! Sono pesci dalla triste fama, i cui tentacoli urticano l'epidermide dei bagnanti e, molto spesso, di bambini sguazzanti in acqua, provocando fastidiosissimi pruriti. Probabilmente, la medusa ha agito come la Medusa mitologica, la quale affascinava gli uomini grazie alla sua bellezza (fortunatamente non mi sono trasformato in una pietra!)
Ha, comunque, affascinato molto il mio gusto: la carne è tenerissima e un poco dolce. Ottima scelta!

Come secondo piatto, un'altro pesce, che, molti anni fa, è stato protagonista di un celebre film, diretto da Stephen Spielberg: lo squalo.
Lo squalo!! (E' morto, non c'è pericolo)
Zuppa di pinne di squalo con polpa di granchio. Le pinne dello squalo sono molto saporite, stranamente somiglia un poco al tonno in scatola!! Strano davvero.






Dopo questo trionfo di pesce "particolare", un piatto di ottima verdura: degli asparagi saltati in padella con funghi.
Asparagi con funghi
Io amo molto gli asparagi e l'abbinamento con dei funghi mi è sembrato particolarmente azzeccato.








Gamberi con salsa chili
 Ritorno ancora al gusto del mare, con pesci meno "strani": degli ottimi gamberi conditi con della salsa chili.








Infine la zuppa del giorno: pesce fritto con zuppa di fagioli e per chi, come me, adora i fagioli, non si poteva chiudere al meglio questo pranzo!


Fritto di pesce con zuppa di fagioli


Il mitico riso alla cantonese
Come "fuori programma" mi hanno servito il classico riso alla cantonese ed il dessert ha chiuso, definitivamente, il pranzo.

Dessert...al riso!
Consiglio, vivamente, chi ama la cucina cinese la degustazione di questi piatti, autentici capolavori di gusto e armonia, in un ambiente elegante, per trascorrere serenamente ed in pieno relax il tempo di un pranzo!

Il ristorante Pulsan

martedì 21 agosto 2012

21 Agosto 2012. Un cocktail al Grand Park Hyatt

Finalmente, la pioggia oggi ha concesso tregua.
Dopo due giorni, e ieri in modo particolare, di acquazzoni, il sole ha salutato Seul nelle prime ore del pomeriggio. Le temperature si sono alzate un poco ed il rischio, paventato ieri, di un'estate ormai agli sgoccioli, sembrerebbe, oggi, evitato.

Sono quasi le 18 e sono molto puntuale con l'appuntamento per il cocktail al Grand Park Hyatt.

Ho notato che in alcune zone di Seul ci sono dei divieti di fumare: “No smoking area”.

Una no smoking area
Infatti, i fumatori sono, in qualche modo, “segregati” in piccoli ed angusti spazi (sempre parliamo nella città di Seul), arredati con dei brutti posacenere grigi, dove possono tranquillamente fumare.
E’, a mio avviso, un segnale molto preciso da parte delle locali Istituzioni limitare, più possibile, i danni, derivanti dal fumo. E’ davvero un’iniziativa molto coraggiosa, ma, anche, molto rispettata, poiché non si vedono persone in giro fumare. In questo modo, si eviterà anche di sporcare la città con i mozziconi appena spenti. Mi piacerebbe che questo sistema fosse adottato in tutto il mondo.
Del Grand Park Hyatt, sono un aficionados; per i capolavori culinari sapientemente preparati dal mio amico Stefano Di Salvo, cui è impossibile resistere.
Il cocktail, che, come un rito, si tiene quotidianamente dalle 18 alle 20 è un'ulteriore banco di prova del nostro bravissimo Chef.
Quattro gli assortiti cocktail, che vengono serviti dal barista.
Il desiderio diventa irrefrenabile solo nel vedere gli stuzzichini preparati, per essere degustati. Oltre alla classica salumeria: due tipi di salami, della lonza, prosciutto di Parma e il re (secondo me) il Parmigiano Reggiano, una serie molto nutrita di prodotti sott'olio.
La materia prima è direttamente importata dall'Italia, ma la lavorazione dei prodotti è effettuata in loco.

Come ho già scritto in un precedente post, i ragazzi, che lavorano al di la del banco, mostrano brillanti capacità nel saper, col giusto metodo, far esaltare le caratteristiche di ogni prodotto lavorato: carciofini, funghi, pomodori, alici, ricotta (è la prima volta, che la mangio in questo modo) lavorata in forno e sottoposta al trattamento di olio e spezie, melanzane, peperoni.

L'ambiente è composto da pochi tavoli con poltrone ed è la porzione finale del Cornerstone, dove più volte ho mangiato il brunch. Mentre la filodiffusione manda canzoni italiane degli anni ottanta, inizio a degustare.
Cari amici, se il cocktail manterrà tutte le promesse, la prossima settimana sarete tutti ospiti de...Un italiano in Corea!
Il Parmigiano e salumi
Altro cibo

lunedì 20 agosto 2012

20 Agosto 2012. Un hamburger a “Smokey Saloon”


Sembra davvero che l’estate ci voglia dire “Arrivederci tra un anno!”.

E’ da questa notte che piove senza sosta; a volte più o meno intensamente. Il cielo è grigio, tappezzato di brutte nuvole scure, che continuano a rovesciare acqua; sembrano incredibilmente instancabili. Il paesaggio è oscuro, triste; il traffico, sempre intenso, insomma non è una bella giornata e, purtroppo, oggi tocca anche lavorare!!
Per la pausa pranzo, essendo oggi molto breve, a causa di una serie d’impegni, che si sono accavallati, mi reco presso un piccolo ristorante specializzato in hamburger, di cui avevo visto, qualche tempo addietro, la pubblicità in internet.

E', anche questo, un negozio in franchising: qui in Corea la tecnica del franchising è assai estesa, soprattutto in campo alimentare.

Si trova vicinissimo all’Hotel Ibis (altri punti vendita sono sparsi in tutte le zone di Seul, più o meno in modo capillare); è incastrato tra una serie di negozi e bisogna fare molta attenzione, per trovarlo, perché ha praticamente una sola porta d’ingresso.
L'ingresso
Entro ed immediatamente una lavorante mi conduce al tavolo, fornendomi, contestualmente, il menù ed informandomi, con una nota di velata tristezza sul viso, che non sarà possibile ordinare delle patatine fritte, poiché la friggitrice è in riparazione.

Il menù

Il menù

 Sono molto contento, che non potrò mangiare del fritto. La ringrazio per l’informazione.
La seguo con lo sguardo, mentre si allontana dal tavolino: è magrissima, non molto alta e ha un grembiule nero indosso, come l’altro collega, che è impegnato tra i fornelli, a sfornare gustose pietanze a base di hamburger per i clienti.
Il locale, come scrivevo poc’anzi, è piccolo; ci saranno una ventina di coperti ed i tavolini sono ordinatamente distribuiti verso i lati ed un piccolo passaggio, al centro del locale, permette alla cameriera di consegnare il cibo ordinato ed ai clienti di prender posto.

L'interno del locale

Quando si entra in qualsiasi negozio, qui in Corea, immediatamente si è ricevuti (molto spesso con un imbarazzante inchino) da parte dei lavoranti, subito disponibili con il cliente, il quale è considerato un Re (porta i soldi); sarebbe una bellissima filosofia da adottare in qualsiasi parte del mondo, a mio avviso.
Sbircio tra il menù cosa potrò mangiare…si, giusto! "Ambulance"!

Ambulance
No, non sta passando un’ambulanza, che reca qualche ferito a bordo oppure sta per soccorrere delle persone, rimaste vittime in qualche incidente stradale.
"Ambulance" è il nome di un hamburger, due uova strapazzate, del bacon, insalata e varie salse coreane; da bere una Sprite.
La Sprite
Chiudo il menu, che ho tra le mani ed alzo appena la mano, quando vedo la cameriera venire verso me e, con un largo sorriso, annota l’ordinazione.
Mandano della musica in sottofondo made in USA e sul muro c’è una bacheca, che raccoglie varie pubblicità di questo locale, che ha diverse succursali in altre città del mondo. In questo momento, ci sono due ragazzi, che, anche loro, aspettano il cibo ordinato.
In pochi minuti, su un piatto di coccio mi viene servito l’hamburger.

Scusate, devo mangiare altrimenti si fredda!

domenica 19 agosto 2012

19 Agosto 2012. La vita dello studente


Si approssima l’apertura ufficiale delle Scuole di ogni ordine e grado. La vita dello studente in Corea non è facile.

Infatti, sin dalla più tenera età, la mamma inizia ad abituare il figlio ad ascoltare, mediante delle cuffie, una lingua straniera (solitamente l’inglese, che, almeno presso la leva giovanile, è parlato in modo piuttosto vasto), per abituarlo già ad un tipo di suono diverso da quello che sarà la sua lingua madre.

Perché tutto questo? Perché la vita dello studente, sin dai primi anni scolastici, è mirata alla preparazione necessaria, per superare l’esame di Stato, che gli permetterà d’iscriversi all’Università.

E’ un percorso difficile, con moltissimi ostacoli, poiché la concorrenza è davvero spietata, tanto da minare, seriamente, la costruzione di veri e sinceri rapporti umani tra studenti.

Infatti, l’istruzione, qui in Corea, è di rilevante importanza, poiché, in possesso di una laurea, sarà possibile avere una vita “facile”. Ecco: chi rimane indietro, è davvero perduto.

Lo studente, insomma, affronta immediatamente uno studio severo, assai selettivo, rigorosissimo, che lo porterà ad avere una preparazione straordinariamente vasta, per affrontare l’esame di Stato. Giunto al diciottesimo anno d’età, egli avrà già superato tutta una serie di esami preliminari degli ordini inferiori.

Quando arriva il periodo degli esami, gli studenti “spariscono” dalla vita sociale, per rinchiudersi nella propria stanza oppure nelle aule di scuola, onde affinare, sempre più, la preparazione.

In Italia, ognuno sceglie il Corso di studi dell’Università; in Corea, non funziona esattamente così.

Il risultato dell’Esame di stato, basato su dei test scritti, decide il futuro dello studente - cittadino. In base al punteggio raggiunto, sarà lo Stato, che decide in quale Università si potranno compiere gli studi e, soprattutto, in quale Facoltà.

In questo modo, l’educazione è pensata a servizio della collettività e, grazie a questo criterio severamente selettivo e, di conseguenza, elitario, solo i migliori avranno la possibilità di studiare nelle migliori Università. La classe universitaria d’elite avrà diritto (per tutta la vita) ai migliori posti di lavoro e soprattutto ad un tenore e stile di vita davvero invidiabile.

Per questo motivo, le famiglie spronano (anche in modo eccessivo!) i propri figli a studiare con volontà, dimenticando (almeno fino ai 18 anni) ogni divertimento, ogni distrazione, ogni svago. Solo lo studio è fedele compagno dello studente.

Purtroppo, non siamo fatti tutti allo stesso modo e ci può essere anche qualcuno, che non ce la fa, oppure che rimane drammaticamente indietro. E allora? Ecco i guai. Per costui, la vita non sarà facile, non potrà avere un lavoro importante e, di conseguenza, uno stipendio importante.

A causa di tutto ciò, purtroppo, la tragedia del suicidio è piuttosto frequente per coloro che non sono riusciti ad avere un buon punteggio.

Per chi, invece, ce la fa, si apre un periodo d’immense soddisfazioni: l’età dell’Oro, in sostanza.

Immagino i dubbi, le perplessità, che possono nascere in chi sta leggendo questo Post, a proposito del sistema educativo coreano (molto simile a quello vigente in Giappone).

Tutti i sistemi sono perfettibili, per cui sono criticabili (ci mancherebbe!).

Io non vorrei dare un giudizio definitivo su una questione, che ho trattato molto sommariamente. Per me, sarebbe stata molto dura, questo lo affermo con decisione, senza tema alcuna.

E per quei ragazzi, che vedo passeggiare, con il volto teso, preoccupato e lo zaino, che contiene gli strumenti necessari, per vincere la prima ed importantissima guerra con la vita?

sabato 18 agosto 2012

18 Agosto 2012. Una passeggiata culturale al Cheonggyecheon stream.

Anche oggi il cielo continua, come un bambino, a far capricci, costringendomi ad uscire, portando l'ombrello.
Ogni tanto, un po' d'acqua, poi spiove, ripiove ancora, in un ciclo, che disturba alquanto. Nonostante l'instabilità meteorologica, avendo una piccola parte del pomeriggio libero, mi concederò una passeggiata a Cheonggyecheon stream, un'area ecologica - culturale, che si trova nella zona di Cheonggyecheon Jongno.

La stazione di Eunjiro non è alquanto fornita di comode e riposanti scale mobile, cosicché si è costretti più rampe di scale. Per raggiungere la mia destinazione, bisogna trovare l'uscita 5 e ci si ritrova in una Seul diversa.
L'indicazione
Il traffico, ringraziando Dio, non manca mai, ciò che colpisce è l'assoluta mancanza di grattacieli.
Tanti negozietti incorniciano la strada dove passo e dopo 100 metri arrivo alla mia destinazione.

Sono arrivato!
 Una scala in legno mi conduce ad un piano inferiore. Al centro, quasi immobile, le acque del fiume Han, ai cui lati due strade acciottolate e molta vegetazione.
Almeno si potrà passeggiare lontano dai tubi di scappamento!
Forse essendo sabato incontro tante giovani coppie, che passeggiano. Due anziani parlano tra loro comodamente seduti su delle panchine in marmo.

Nei pressi di Jangtonggyo bridge una piccola cascata artificiale dona un bel po’ di frescura. E poco dopo, inizia il nostro viaggio culturale.

Nel secondo mese lunare del 1795, il Re Jeongjo, ventiduesimo monarca della dinastia Joseon, accompagnò la mamma, la regina Hye Gyeonggung Hong, a visitare la tomba di suo padre, il principe Sado, nella città di Hwaseong (l’odierna Suwon), in occasione del sessantesimo compleanno del papà defunto.

Al ritorno in Seoul, il Re ordinò di scrivere il “Wonhaeng Eulmyo Jeongni Eugwae”, un volume, che raccontasse la processione reale, anche attraverso anche dei disegni. Il corte, formato da 1.779 persone e 799 cavalli, partì da palazzo Changdeokgung attraversò il ponte Gwangtonggyo in direzione della città di Hwaseong. Furono chiamati a realizzare questo libro i migliori pittori di corte, compreso Kim Hong Do.

Il governatore della città di Gyeonggi-do è alla testa della processione.
Il ministro Chae Je Gong è, temporaneamente, nominato primo ministro in occasione di questo corteo; lo si vede a cavallo, scortato da ufficiali e dalle guardie reali.
Di seguito, ottantaquattro forze speciali, la cavalleria, la fanteria ed i soldati, che marciano al ritmo dei tamburi; ai lati i portabandiera.
Particolare
Altri, che issano vessilli disegnati con un drago blu, una tigre bianca, l’immagine del dio sole e della dea luna sono nella parte anteriore, seguiti da una fanfara ed altri strumenti dell’epoca come: bara, hojeok, jeong, solbal e haegeum.
Immediatamente dietro il responsabile militare dei campi d’ammaestramento, Yi Gyeong Mu insieme con i cavalli, che trasportano il sigillo reale e le armature e soldati armati di spada, seguiti da venticinque guardie reali.
La Regina è seduta sul baldacchino reale, mentre suo figlio, il Re Jeongjo, la segue a cavallo.

Di fronte al cavallo, che trasporta il sigillo reale, un portavoce reale, una guardia del corpo reale con una spada e dame di corte velate, seguita da cinquanta capi militari, funzionari del Ministro Sim I Ji.

Il ministro Sim I Ji
Una banda di 51 musicisti, seguita da ancora dame velate dai portatori delle vettovaglie; quindi il ministro, Seo Yong Bo, degli assistenti di corte a cavallo, dei cavalli supplementari, per portare il baldacchino della Regina ed i cavalli, che trasportano l’armatura reale e le guardie del corpo del Re.
La banda

Di fronte a Yun Haeng Im e Yi Si Su, due governatori scortano il baldacchino del Principe Cheon Gyeon e della Principessa Cheong Seon, sorella del Re Jongjo.
La Regina, Hyoeu Kim, moglie del Re, non partecipò a questa processione.
Dietro il baldacchino ci sono ufficiali, governatori, dottori ed i cronisti, incaricati di scrivere il resoconto ufficiale del corteo.

Novantasei guardie del Re di stanza a Seoul e Hwaseong furono selezionate, per marciare in questa processione reale. Dietro le guardie, altri soldati, militari con l’uniforme standar ed un’altra banda.
Alla fine della processione, il comandante, Seo Yu Dae, alla testa di una parte degli ufficiali e dei militari. Degli eunuchi, ancora dei dottori e burocrati di stato seguiti dal ministro Jo Yi Won.
Dietro di loro ancora altri 50 soldati, seguiti da Sim Hwan Ji, ministro della Difesa.
Chiude la coda del corteo ulteriori 25 soldati armati di frecce.