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venerdì 7 settembre 2012

6 Settembre 2012. Visita all’Acquario di Coex Mall

 Nei pressi del Duty free di Coex Mall, lo spazio commerciale, dedicato alle alte firme della moda internazionale e dei prodotti di lusso, c'è l'Acquario; uno dei luoghi, per eccellenza, dove i bambini trovano tanti motivi, per divertirsi. Io non sono più un bambino, ma sogno (ed anche molto spesso) di diventarlo, magari solo per un attimo. Chissà, se, visitando l'Acquario, riuscirò ad esorcizzare il mio sogno? Entriamo?
L'ingresso dell'Acquario
Dopo aver ritirato il biglietto all'ingresso, attraverso una scala mobile, si accede in una stanza tutta blu, anticamera della prima sala. La prima vasca accoglie delle carpe, che vivono, laddove non abbondano alghe e plancton, poiché la temperatura e la quantità dell’acqua non è mai la stessa.
Le carpe
Il salmone, invece, è una trota, che preferisce vivere nel fiume, anziché andare verso il mare; infatti, vive nella parte superiori dei fiumi. Guardando questi salmoni, ho pensato: “Quanto suono buoni, distesi sopra una crocchetta di riso ed avvolti nelle alghe!”.

Attraverso un piccolo percorso in salita, si arriva ad un’ennesima vasca, dove sono conservati dei pesci – mandarino. Sono pesci dalla colore della pelle giallastra con delle macchie nere su tutto il corpo.
Il pesce mandarino

Nella regione inferiore di un fiume, si accumulano diversi e più elementi nutritivi. Grazie al particolare ecosistema, in questa regione diverse qualità di pesci scendono al mare, per deporre le uova; altri, invece, vanno verso il fiume, per deporre le uova.

La maggior parte dei pesci, com’è noto, vive in acqua dolce oppure nel mare; tuttavia, ci sono alcuni tipi, che vivono viaggiando tra i fiumi ed il mare: sono i pesci migratori.
I pesci migratori


Abbandoniamo, solo per un attimo i nostri amati pesci e diamo un’occhiata a questo strano, ma simpatico animaletto: è il “cane del prato”, perché sembra che abbaino come i cani, anche se sono animali strettamente legati allo scoiattolo ed, infatti, come tali, si scavano le loro tane.


I cani da prato
 C’inoltriamo (con una certa paura, quindi facciamo attenzione!) nel mondo dell’Amazzonia ed incontriamo la scimmia scoiattolo.

Benvenuti in Amazzonia!


La scimmia scoiattolo

Questo animale è tra le scimmie più piccole da noi conosciute: la lunghezza che può raggiungere è tra i 23 e i 37 centimetri (senza considerare la coda che può raggiungere i 46 centimetri). Le scimmie – scoiattolo hanno una aspettativa di vita di circa 23 anni ed, essendo animali sociali, vivono in gruppi di individui (anche 100 individui). E’ un animale diurno ed, infatti, si sveglia all’alba alla ricerca del nutrimento; sono, purtroppo, a rischio di estinzione e per questo sono state avviate misure di protezione indispensabili per la sopravvivenza della specie.

Un pesce davvero mostruoso: il Piraruku, il re dell’Amazzonia, il più grande pesce d’acqua dolce del mondo. E’ un pesce presente, sin dal tempo dei dinosauri. La sua lunghezza varia dal metro e mezzo fino ai 5 metri e può pesare più di duecento chili.
Il pirakuru

Oddio!! I piranha!!! (non occorrono spiegazioni)

I piranha!!!!!
Voltandosi, incrocio dei pesci più tranquilli: l’Albino Buenos Aires Tetra, pesce sudamericano, che può essere ospitato in un acquario con altri pesci di acqua dolce e si nutre di gamberetti e pesci di piccole dimensioni.
L'Albino Buenos Aires Tetra
L’Electrophorus electricus è un predatore d’acqua dolce, famoso, perché grazie all’enorme carica elettrica, che può generare, riesce a stordire la preda e dissuadere i predatori. Il loro corpo contiene organi elettrici con circa 6.000 cellule specializzate, chiamate electrocytes. Quando è minacciato o attacca delle prede, queste cellule si scaricano contemporaneamente, emettendo una raffica di almeno 600 volt. Posso raggiungere proporzioni enormi, superiore a 2,5 metri di lunghezza e 20 kg di peso. Ha lungo corpo cilindrico e la testa schiacciata; è, generalmente, di colore verde scuro o grigio sulla parte superiore e quella inferiore ha una colorazione giallastra.
L'Electrophorus electricus

Un altro pescetto tranquillo, tranquillo: il pacu ed il pesce gatto dalla coda rossa.

Il pacu è davvero impressionante, perché ha una dentatura uguale a quella dell’uomo! E’ una specie fluviale, che può pesare fino a 55 chili ed è dotato di ben 32 denti come un essere umano. Si tratta di un pesce molto muscoloso, famoso per i suoi attacchi agli altri pesci e agli umani, in particolare ai testicoli!! (Attenti signori!!!). Di qui il nome: "the ball cutter" (letteralmente, tagliatore di palle). Mentre il pesce gatto dalla coda rossa è un po’ meno pericoloso del precedente, pur raggiungendo una lunghezza di 3 metri! Sono pesci di notevole appetito, quindi, vivendo con pesci più piccoli, farà immediatamente piazza pulita; ecco perché è stato messo a convivere con il pacu…se il pacu si arrabbia, son dolori!
Il terribile Pacu!! Signori uomini, stiamo molto alla larga...anche dalla foto! (non si sa mai)
Un’altra enorme vasca accoglie più pesci conviventi tra loro: il gigante d’acqua dolce Stingray, il pesce gatto e l’albino gigante gourami.

Il pesce gatto e l'albino gigante gourami

 
Due simpatiche ed addormentate piccole lontre asiatiche si facevano ritrarre da una scolaresca chiassosa e divertita.


Le lontre
In compagnia di una tartarugona, che mangiava dell’insalata alcuni esemplari di castori europei. Purtroppo, anche questa razza è in via d’estinzione, a causa della sua pelliccia, usata da alcuni produttori di abiti per signore.
Il castoro europeo

Un finto dormiente: il coccodrillo d’acqua salata!
Il coccodrillo!!
Un pescetto stranissimo, che sembrava danzare, anziché nuotare: il gigante shovelnose ray, che abita in mari aperti, poco profondi.
Il gigante shovelnose ray
Passiamo in un’altra sala, per vedere alcuni pesci, presenti nel Mar Pacifico. Non possiamo non iniziare (altrimenti si arrabbia e, se si arrabbia pure il pacu…) con lo squalo! 
Lo squalo!!
Il tricheco dell’Africa occidentale è un mammifero a forma cilindrica, pesa fino a 500 chili ed è lungo fino a 4 metri, vive nell’acqua dolce.
Il tricheco dell'Africa occidentale






E, per concludere, uno degli animali più simpatici del mondo: i pinguini, gli animali con il frac!

I pinguini
I pinguini

Signori, lo spettacolo si conclude qui!

mercoledì 5 settembre 2012

5 Settembre 2012. Pranzo al "Salt and butter"

Questa mattina, appena ho scostato le ampie tende, che mi riparano, durante la notte, dalle luci esterne, sono stato invaso dalla luce del primo mattino di un sole davvero ancora estivo.  Non poteva esserci miglior risveglio! 

Come di consueto, dopo le pulizie personali ed una veloce e leggera colazione a base di frutta e yogurt, mi sono instradato verso il vicino fiume Han, per concedermi la quotidiano camminata mattutina.  E' bello, quando è possibile, alzarsi alle prime ore del mattino, recarsi in mezzo al verde, per concedersi momenti di silenzio e solitudine, prima d'iniziare la solita, alquanto, caotica ed impegnativa giornata di lavoro.

Quest'oggi pranzo nella zona di Apgujeong, di cui ho parlato molte volte.  Penso che sia la zona di Seoul più interessante, dal punto di vista commerciale, visitare: per le belle boutique eleganti e signorili e per i tanti negozi, soprattutto d'abbigliamento e di ristorazione, che caratterizzano questa parte di Seul.

Apgujeong è il centro di ritrovo di certa gioventù, che la sera preferisce tirar tardi, intrattenendosi nei tantissimi locali, dove è possibile bere e mangiare, essendo aperti praticamente fino alle prime luci dell'alba.  Capita vedere macchinoni, alla cui guida ragazzotti muscolosi e ben vestiti si accompagnano con ragazze dalla mise più improbabili e particolarmente sexy.  Insomma, è davvero un bel vedere, per uomini ed anche per donne.  Le strade sono strette; bisogna far attenzione poi a non urtare qualche passante distratto, che passeggia senza punto preoccuparsi degli autoveicoli, che sciamano qualche metro più in là. Qualcuno, magari, tira su un bicchiere di troppo e viene portato via dagli amici.  Può capitare! La musica impazza per l'intera notte, diffusa da speaker, piazzati ai lati degli ingressi di alcuni negozi; sembra, insomma, a volte, di stare in una grande discoteca all'aperto.

Di giorno, l'atmosfera, che si respira, è diversa. Infatti, i macchinoni riposano in qualche garage privato, i ragazzotti curano i loro possenti muscoli in qualche palestra (ce ne sono moltissime in Seul) e le ragazze vanno dal parrucchiere, per scegliere l'ultima pettinata alla moda, proveniente chissà da quale parte del mondo.  Così, Apgu (come viene chiamata da chi ci abita) si risveglia, forse, insonnolita; le commesse sempre pronte dietro ai banconi a servire, con la dovuta educazione, i clienti, che frequenteranno il locale ed i tanti ristoranti, i cui cuochi sono sempre pronti a servire la pietanza ordinata a qualsiasi ora della giornata.

Ho girato un po' in lungo ed in largo, attraversando viuzze strette con tanti negozi, ristoranti e bar.  Al primo piano di un piccolo stabile, noto un ristorante, che ha predisposto dei tavoli, abbastanza affollati, anche all'esterno: sul piccolo balcone, che gira intorno al locale.  Una novità! Generalmente, i coreani non prediligono mangiare all'aperto, che strano!  La novità è per me affascinante ed, oltretutto, potrò mangiare un hamburger, il che non mi dispiace, dopo il gustosissimo ed abbondante pranzo di ieri al Peninsula.

Vado alla ricerca della scala, che trovo quasi subito e mi reco al primo piano.  Sono accolto da un signore, piuttosto bassino, cinquantenne, che indossa dei jeans ed una maglietta verde: forse è il proprietario.  Parla in inglese e fa gli onori di casa e mi chiede, quale tavolo preferisca, quelli che si trovano sul balcone oppure all'interno del locale.  Scelgo un tavolo "a metà strada": infatti, si trova vicinissimo al balcone.  Mi siedo e noto la presenza, soprattutto, di una clientela straniera.  Ci sono due tavoli, occupati da turisti cinesi, preoccupati di mangiare dei fumanti hamburger con contorno di patate fritte.  Dietro il mio tavolo, tre turisti americani, che attendono di mangiare.  Il menù mi viene portato da un cameriere e scelgo un hamburger con uovo sodo, insalata e pancetta con patate fritte.  La cucina si trova nel mezzo del locale e gli odori ed i fumi arrivano alle narici dei presenti. 


La cucina
 E' una caratteristica molto comune a tanti locali di Seul.


All'arrivo del panino, non esito un attimo a...scusate, devo mangiare!!!!






Io all'interno di Salt and butter

martedì 4 settembre 2012

4 Settembre 2012. Pranzo al ristorante "Peninsula"

L'Hotel Lotte di Seul (http://www.lottehotelseoul.com/kr/) offre alla folta clientela diverse opportunità di ristorazione, avendo selezionato più cucine internazionali, distribuite all'interno dell'albergo.

Ho avuto modo di parlare della splendida esperienza culinaria di Pierre Gagnaire (ne ho parlato in qualche precedente Post); il bellissimo buffet "La Seine".  
Quest'oggi, per completare il giro delle speciali degustazioni, ho scelto il ristorante "Peninsula", specializzato nell'offrire cucina italiana.  
Insomma, ogni tanto bisogna ritornare alle proprie radici anche in cucina (e con sempre maggior entusiasmo e gioia).

Arrivo all'albergo ed affidata l'automobile al servizio Valet Parking, reso particolarmente leggiadro dalla presenza di diverse signorine, che ti accolgono, aprendoti la portiera, mentre i maschietti si preoccupano di portare l'autoveicolo al parcheggio, mi viene consegnato il ticket per il ritiro e, così, sono accompagnato all'interno della Hall, sempre tirata a lucido. 
Questa volta, non ci saranno ascensori da prendere, per raggiungere piani altissimi; infatti, il ristorante si trova al piano terra.
Avendo di fronte il desk, bisogna recarsi a sinistra e, poco prima di arrivare al ristorante, noto una gentile ed elegantissima damigella, che, in abito da sera, suona della musica classica su un bel pianoforte a mezza coda Bechstein. 
Proseguo e mi trovo di fronte il "Wine bar" del Peninsula, che, a quest'ora, è poco frequentato. 
Proseguo ancora un poco e di lato ad una cantina, l'ingresso del locale. 
La cantina
Dietro il desk, due elegantissimi signori di una cinquantina d'anni, dopo l'ormai classico inchino, immediatamente sono scortato da uno dei due all'interno del ristorante. 

La sala è divisa in più, ampie camere, forse, per garantire maggior privacy. 
Il mio tavolo si trova nella camera, che mi pare - sia la più grande.  La cucina - come è consolidata consuetudine - è a vista ed, attraverso il bancone, operano diversi cuochi non più giovanissimi.  


La cucina è a vista

La sala

Infatti, una caratteristica di questo locale è che tutto il personale è di una certa età: abiti scuri, modi garbati, sorriso mille denti, i capelli perfettamente a posto con qualche lacrima di gelatina; insomma, c'è l'atmosfera esatta, per garantire un servizio, che sia davvero all'altezza di un albergo molto importante.

Il Menù mi è consegnato dal Maestro di Sala.  Lo svolgo e decido, poi, per un Set Menù. 
Poco dopo, l'ordinazione viene trascritta ed una gentile cameriera porta del pane e dei grissini, seguiti dall'immancabile piattino, contenente olio ed aceto balsamico.  E' una golosa esperienza assaggiare del pane con dell'olio ed è anche difficile rinunciarvi. 
Il piatto del pane, insomma, finisce in pochi attimi, mentre attendo l'antipasto. 

La sala non è molto frequentata.  In fondo, quattro signorotti incravattati parlano a bassa voce; hanno aggiunto una sedia in più al tavolo, dove hanno ordinatamente riposto delle borse. Vicino al mio tavolo, una signorina mangia da sola.

Arriva l'antipasto.

Crudité di pesce
E', in sostanza, una crudité di pesce freschissimo: capesante, salmone affumicato, cozze, orecchie di mare, pomodoro e olive.

La zuppa (altro piatto fisso in molti ristoranti coreani) di funghi porcini toscani davvero cremosa e gustosissima.

La zuppa di funghi.

 
I ravioli
Quindi, il piatto di pasta.  In verità, ero assai preoccupato, perché, da qualche settimana, per mantenere la dieta, cerco di evitare d'ingerire carboidrati; è anche vero che, comunque, è pasta a base di pesce, ma sempre carboidrati sono. 
Niente paura, perché erano due!...solo due ravioli ripieni all'aragosta con del sugo al basilico.  Certamente non ingrasserò!

Doppia scelta per il piatto principale: non ho avuto dubbi, carne. Un filetto di manzo alla griglia wagyu con l'immancabile scelta di verdure di stagione.
La carne
Ogni qualvolta che il piatto mi veniva consegnato dal cameriere di turno, costui veniva accompagnato dall'immancabile Maestro di sala, il quale presentava il piatto, che avrei consumato, regalandomi, contestualmente, un sorriso da dentrificio Durban's: ottimo auspicio, per degustare. 
Ho parlato già in precedenza dell'ottima scelta del taglio Wagyu, la carna più tenera del mondo.

Il gelato
Per concludere, il gelato alla frutta mista ed un caffè buonissimo: Illy.

Il caffè

 
L'atmosfera elegante, sobria; l'ambiente davvero raffinato e reso ancor più affascinante dalla cortesia, dalla squisita educazione dei camerieri mi fanno pensare ad un bis!!

Presto? Ma si, molto presto!

Io all'interno del ristorante Peninsula

 


3 Settembre 2012. La cage aux folles

Operazione follia!

Ho visto la pubblicità del musical "La cage aux folles", che si replica, da circa due mesi e - sembra - con grande successo di pubblico, che, soprattutto, femminile riempie ogni sera i posti del GS Art Center di Seoul.

Ho pensato: "Perché no?".

Vidi molti anni fa ed, ogni tanto, rivedo, sempre con estremo piacere, "Il vizietto", protagonisti Michel Serrault ed il nostro Ugo Tognazzi e, ricordandomi la trama, perché non andarea vedere la versione musical - coreana del film?

Anche in Italia, è stata tratta la commedia teatrale, ma non ho avuto, purtroppo, la possibilità di vederla; stando a Seoul, non capendo neanche una parola di coreano...potrebbe essere un'esperienza interessante!

Insomma, mi collego al sito e prenoto il biglietto.

Così alle 19,45, mi presento davanti al GS Art Center: un incredibile grattacielo con una serie infinita di servizi. Al piano - 1, c'i sono ogni ben di Dio di servizi di ristorazione e ne approfitto, per prendere un cappuccino. Mi reco da "Starbucks".  Entrando, come sempre accade, ricevo il saluto congiunto dei lavoranti e mi reco verso la cassa.  Prima di me, una cliente sta pagando il conto, usando il telefonino!  Esatto: la consumazione sarà pagata direttamente sul conto telefonico.   Come innovazione, non mi sembra affatto male.  C'è solo qualche problema e la cliente si attarda; immediatamente una lavorante apre un'altra cassa, per evitare che la mia attesa diventi sempre più lunga e, forse, snervante per me.   M'invita ad accomodarmi e digita la mia ordinazione.  Ci sono diversi "tagli"; io scelgo la "taglia venti". Per "taglia" s'intende la quantità di cappuccino; io scelgo, ovviamente, la "taglia XXL"!

Ritirato il cappuccino, mi reco verso l'ascensore, che, in quel momento, conta moltissimi clienti in attesa.  Tutti, forse, si recano allo spettacolo?
Il teatro si trova al quinto piano; una volta tanto, non dovrò recarmi sottoterra!  Anche se gli ambienti interrati sono molto confortevoli, estremamente eleganti e raffinati, si sta sempre sottoterra ed a me un po'...preoccupa!

La hall del teatro è molto grande e ospita molto pubblico (in prevalenza femminile) estremamente vociante, chiassoso ed in attesa di entrare in Sala.

Spettatori in attesa di entrare in Teatro.
 Ci sono due bar, nelle vicinanze degli ingressi operanti.

L'ingresso è aperto dieci minuti, prima che inizi lo spettacolo.

La sala è molto grande e si riempie in pochi minuti.  Il palcoscenico ha il sipario aperto e si sentono gli strumenti d'orchestra provare qualche passo.

Una voce annuncia qualcosa che non capisco, poco dopo l'ingresso del direttore d'orchestra, anzi della...direttrice d'orchestra segna l'inizio dello spettacolo.

L'attacco del Maestro viene dato a luci ancora accese. 

Lo spettacolo dura tre ore. Protagonisti solo uomini (questo forse il motivo di una presenza di pubblico femminile rilevante?); alcuni dei quali molto belli.  Cantano, danzano, atteggiandosi in pose assai effeminate.
Tra i due protagonisti, scelgo Albin: l'attore canta molto bene, balla con grazia, si muove con femminile eleganza e recita in modo divertente.
Bravo altrettanto l'interprete di Renato (il nostro grande Ugo Tognazzi) e il contorno merita davvero il plauso generale.
La gente si diverte, ride sonoramente ed applaude con gran foga.
La trama è pressoché identica al film.
Insomma, è stata davvero una "follia" vedere "La cage aux folles"!
I protagonisti
La locandina

I ringraziamenti


lunedì 3 settembre 2012

3 Settembre 2012. Grazie a tutti!!

Carissimi amici, grazie di cuore a tutti!!

Oggi il Blog ha superato i 2.000 contatti.

E' per me una grande soddisfazione.

Spero di rendere, sempre piu', interessante cio' che racconto da un Paese, che continua ad affascinarmi e che e' davvero nel mio cuore.

Grazie, stringo ad ognuno di voi la mano e...ci vediamo!!!!!

domenica 2 settembre 2012

2 Settembre 2012. Continua la bisteccomania

Anche quest’oggi, ho scelto di pranzare in un’altra bisteccheria. Si tratta di un ennesimo franchising alimentare, molto conosciuto a Seoul e estremamente frequentato: Outback.
E’ un locale di chiara ispirazione australiana, soprattutto nell’arredamento, infatti troverò tante sagome di canguri all'interno.
Ci sono moltissimi punti vendita; io ho scelto il locale, che si trova nella zona di Apgujeong, che è un po’ il “centro” di Seoul.

Si trovano delle bellissime boutique, molti centri commerciali assai lussuosi, tra cui “Galleria”, un vero e proprio monumento all’alta moda. I nostri grandi stilisti sono presenti in massa: da Gucci, Prada, Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli, che riscuotono notevole successo presso la clientela asiatica.

Avendo “Galleria” alle spalle e facendo attenzione a dove si mettono i piedi, poiché stanno costruendo una stazione della metropolitana proprio di fronte, si procede verso l’unica grande via, che si davanti, costeggiano “Caffè bene”.
Poco più avanti e si arriva ad un palazzo di pochi piani, sul cui lato sinistro una riproduzione di King Kong, tra il secondo ed il terzo piano, attrae, inevitabilmente, l’attenzione dei passanti.
Ehi!! C'è King Kong!!!

La bisteccheria Outback
Il ristorante si trova proprio al secondo piano, ma dalla parte destra; opposta a King Kong. L’ingresso è sulla via laterale.

Mi ha colpito, innanzitutto, l'illuminazione, forse, un poco troppo bassa, quasi a voler garantire eccessiva privacy ai clienti.
Una cameriera m’introduce al tavolo, portandomi il menù.
La sala è grande e ci sono sei file di tavoli ben allineati. La luce fioca viene da una lampadina, che si trova all’interno del lampadario, presente su ogni tavolo.
La sala
Devo confessare (sarà l’età?) che ho avuto qualche difficoltà a leggere il menù, perché i caratteri di stampa non erano troppo grandi. In mio aiuto, c’erano tante fotografie, che illustravano i piatti e quindi la scelta, alla fine, è stata abbastanza agevole.

Ho scelto un Set menù, iniziando con la zuppa di funghi, che a me piace moltissimo.

La zuppa di funghi
Quindi la bistecca, molto tenera e succulenta con delle verdure grigliate e del “Bocumbab”.

In Corea, ogni ordinazione è seguita sempre dal riso, anche se il cliente non ne fa esplicita richiesta. Insomma, non deve mancare la porzione quotidiana di riso, che è il cibo più importante di tutto l’Oriente.
Il “Bocumbab”, in questo caso, è del riso unito a delle verdure; sinceramente lo trovo estremamente buono e gradevole.
La bistecca e sulla sinistra il Bocumbab
Molti clienti mangiavano carne e riso contemporaneamente, perché si usa, in Oriente, assaggiare tutte le pietanze ordinate, non essendoci una regolare successione di piatti, come da noi in Italia.
Io, dopo aver mangiato la carne, ho approfittato del riso.

Credo di aver così completato il giro delle bisteccherie più importanti.
La qualità della carne è davvero ottima in tutti i locali; cambiano i condimenti.
Personalmente, ho trovato il condimento di “Outback” più vicino ai miei gusti..si sa “de gustibus non est disputandum”!
La sala della bisteccheria Outback

sabato 1 settembre 2012

1 Settembre 2012. Pranzo da “Uno”


Quest'oggi pranzo da Uno. Non è un ristorante italiano, ma una bisteccheria in stile americano, forse un po’ simile al TGI friday.

Ho notato come, nel settore della ristorazione, spesso si usino parole...quasi italiane nel chiamare l'esercizio commerciale.

“Gustimo” è una nota gelateria, che prepara gustosissimi gelati; tanti i punti vendita, che si trovano nell’intera cinta urbana. Quasi tutte le gelaterie hanno un nome italiano (“Il palazzo del ghiaccio”) e producono davvero un gelato niente male!

“Emma” è una pasticceria assai raffinata, che spesso mi ha avuto come cliente…qualche chilo fa! I dolci sono sfornati durante l’intero arco della giornata e, se si è fortunati, si riesce a gustare degli ottimi cornetti (per esempio) appena sfornati.

“Caffè bene” appartiene alla categoria dei bar, che sono assai numerosi qui a Seul. Ci sono differenze enormi tra bar coreani e bar italiani. Intanto, l’espresso costa almeno 2 euro (dipende dalla zona, dove si trova il bar, perché potrebbe costare anche molto di più). Io sono un appassionato del cappuccino, che viene consegnato in tazze molto grandi, se consumato all’interno del locale, oppure in grandi bicchieri, che mantengono il calore, se si usa la formula “take away”, molto in voga soprattutto tra la clientela giovanile. Appena ritirata la consumazione, ci si può dirigere verso uno dei tavolini, presenti all’interno del bar, per degustare, in santa pace, la bevanda ordinata. Molti clienti ne approfittano, per studiare, leggere, incontrare amici oppure per incontri galanti e…galeotti. Internet è free: non si paga e nessun cameriere ti chiede di alzarti, quando la bevanda è stata consumata. Insomma, un luogo, davvero, di ritrovo, cui spesso mi ritiro, per star tranquillo e sereno.

Insomma, la carissima Italia sembra tirare anche dal lato gastronomico, oltre che in quello della moda, cui siamo quasi protagonisti assoluti.

Il ristorante si trova all’interno del Centro commerciale Coex. C’è uno slargo e, sulla sinistra, il locale. Entrando, c’è una saletta con delle comode poltrone, riservate per i clienti in attesa. Fortunatamente, il locale non è “pieno”; vado verso il desk ed una cameriera mi accompagna al tavolo. Intanto l’arredamento in legno scuro, le luci sono soffuse, basse, quasi a voler conferire un tono di privacy ai clienti. Questo ristorante ha organizzato tutti tavolini per 4 persone. La cameriera mi fa accomodare ad un tavolo, che si trova, entrando, sulla destra. Vedo tanti quadri in bianco e nero. Anche qui, come è ormai abitudine consolidata, il personale è formato da giovanissimi, tutti rigorosamente in divisa e (certo non è una novità) con il sorriso, stampato sul volto.

La sala ristorante
 Il menù mi viene immediatamente portato dalla mia cameriera, che lo ritira da uno scaffale, che si trova nei pressi. E’ molto grande ed, oltre ad essere anche in lingua inglese, ci sono varie fotografie, per illustrare la composizione dei piatti. Salto pizza e pasta, per evitare i carboidrati e scelgo un Set menù.

Inizieremo con una zuppa di funghi, molto gustosa.

La zuppa di funghi
Quindi segue un’insalata mista, che più mista è davvero impossibile pensare: vari tipi d’insalate, pancetta, uovo, gorgonzola, pomodori e pollo grigliato! Un trionfo della natura.


Insala mista, che più mista non si può!
 Per concludere una bistecca da urlo!!

La bistecca

Il ristorante Uno